Piotr Janas
Istituto del Cervello


I lavori di Piotr Janas sono monumenti alla sfuggevolezza e all’urgenza della pittura. Sulle tele l’artista crea forme ambigue e resistenti a ogni tentativo di definizione, figure in parte accennate e contemporaneamente negate: cervelli, intestini, viscere, parti del corpo indistinte ma dai chiari riferimenti scatologici sono alcuni degli elementi riconoscibili anche se tendenti a dissolversi. Le composizioni sembrano infatti soggette a un processo di metamorfosi che le rende instabili, in bilico tra figurazione e astrazione. Quella di Janas è una pittura che narra il processo attraverso il quale マ stata creata: fumo, esplosioni di fluidi che colano, macchie che raccontano un ipotetico scontro con la tela ma anche lacerazioni, dilatazioni o strozzature. Sono il risultato di immaginarie azioni alle quali l’artista ha sottoposto la forma, come strani e imprevedibili esperimenti compiuti in un laboratorio.

Le linee fluide che richiamano il corpo, dagli organi sessuali ai frammenti di epidermide, si contrappongono alle punte affilate e ai tratti precisi delle forme geometriche che spesso l’artista incorpora nelle sue composizioni. Triangoli, cerchi e rettangoli sono sovrapposti come elementi “di disturbo”, altre volte sembrano involucri che esplodono o si dissolvono contaminati dalla forza incontenibile dell’irrazionalità organica. Gli elementi geometrici divengono presenze antropomorfe, rappresentazioni del rigore della forma pura in contrasto con la casualità e “l’errore” del corpo e del gesto. Nella sua sfida con la pittura, Janas mette in scena una metaforica battaglia tra il formalismo della geometria e l’istintiva passionalità dell’espressionismo. L’incontro-scontro di forma e figura genera sulla tela l’intrecciarsi di piani di lettura e un conseguente senso di profondità, senza necessariamente stabilire una gerarchia spaziale. Tridimensionalità e bidimensionalità si sovrappongono e si confondono proiettando in modo sempre diverso lo sguardo dell’osservatore all’interno dell’immagine. Le opere, nella loro pulsione apparentemente incontrollata, non mancano di trasmettere grande armonia ed equilibrio compositivo, un senso di seducente voluttà che si scontra con la dura forza dei dipinti. I colori del corpo, della pelle e del sangue nelle loro diverse intensità contrastano con tonalità cupe ed enigmatiche. Sospesi tra l’organico e il meccanico, tra un riferimento sensuale e un implicito movimento violento, i lavori di Janas hanno la capacità di respingere e al tempo stesso attrarre inspiegabilmente.

Piotr Janas è quasi testimone inconsapevole della trasformazione che avviene sulle sue tele, apparentemente sorpreso nel riprodurre un processo che sembra non essere in grado di prevedere. L’artista ferma l’immagine quando essa appare ancora sulla soglia di poter diventare qualcos’altro, lasciandola cos“ potenzialmente evolversi nello sguardo di tutti noi. I dipinti di Janas nascono come ritratti di una condizione esistenziale per trasformarsi in rappresentazioni universali dell’inconscio e della sua inafferrabilità. Rispondono all’infinita domanda della pittura inscenando un complesso e irrisolto dialogo tra la necessità di costruire un’immagine e il modo in cui quest’immagine traduce

testo di Sarah Cosulich Canarutto
 
 
 
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